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05/10/2009

Niente più IVA sui certificati verdi

Tra dicembre e gennaio prossimi dovrebbe passare all'esame dei ministri Ecofin la proposta "niente IVA" avanzata dal commissario UE Lazlo Kovacs.

La nuova direttiva, che già due anni fa naufragò ma per cui ora Bruxelles spera di ottenere il via libera, eliminerebbe l'IVA sugli scambi dei certificati di emissione di CO2 e anche sulle transizioni che riguardano telefoni mobili, metalli preziosi, oro e microchip. Questa la linea che la Commissione europea vorrebbe intraprendere per combattere la cosiddetta "truffa carosello" all' IVA.

La frode o truffa carosello è un’evasione fiscale che viene attuata attraverso una rete di diverse società riconducibili agli stessi titolari e che, per cercare di sottrarre enormi importi di IVA, operano attuando incroci commerciali.

«La frode carosello arreca danni alle finanze degli Stati membri che devono quindi disporre dei mezzi per contrastarla in modo efficace. Le misure devono per essere adottate in modo coerente in tutta l'Unione, con la fissazione di criteri di valutazione chiari» ha affermato Lazlo Kovacs.

Il commissario Ue dunque torna all'attacco e lo fa dopo un episodio avvenuto quest'estate a Londra. In Inghilterra, dove da tempo vige la deroga all'applicazione dell'Iva sui certificati di emissione di C02, una banda comprava quote di emissioni esenti dall'Iva e le rivendeva a clienti che la pagavano regolarmente.

Dopo questa vicenda anche Francia e Olanda hanno deciso di abolire l'IVA sui certificati verdi. Ora la Commissione intende estendere il regime di esonero a tutta l'Unione.



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