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11/09/2009

Co.Pro.B, via alle biomasse

Dopo due anni di attesa dall’accordo di riconversione dello stabilimento saccarifero di Finale Emilia (Modena), la Co.Pro.B. ha finalmente ricevuto il via libera dalla Conferenza dei Servizi per la definitiva trasformazione a impianto per la produzione di energia da biomasse.

 

La realizzazione sarà affidata a Domus Energia, società con un capitale sociale sottoscritto per 10 milioni di euro in ragione del 60 per cento da Italia Zuccheri, realtà che fa capo al Gruppo Co.Pro.B. leader nazionale nel settore bieticolo-saccarifero, e del 40 per cento da Eco Spark, quest'ultima tra i più importanti player nazionali nell'offerta di servizi per la valorizzazione delle biomasse vegetali.

“Grazie anche al sostegno ricevuto dall’amministrazione locale e provinciale - sottolinea Piero Cavrini, vice presidente Co.Pro.B e presidente Domus Energia - la centrale di Finale Emilia diventa realtà. Questo impianto, che richiederà un investimento di oltre 55 milioni di euro e sarà operativo dal 2011, testimonia l’impegno assunto da Coprob di sviluppare, parallelamente al core business ‘zucchero’, la produzione di energia da fonti rinnovabili”.

La centrale di Finale Emilia svilupperà una potenza termica di circa 50 MW ed una potenza elettrica di 12,5 MW. Progettata per produrre annualmente 97.500 MWh lordi di energia elettrica, sarà alimentata a biomasse vegetali ottenute principalmente dalla coltivazione di sorgo da fibra, cereale in grado di inserirsi sul territorio come valida alternativa agronomica alla barbabietola senza entrare in competizione con le coltivazioni per il mercato alimentare, e da sottoprodotti della lavorazione agricola.

La sperimentazione di sorgo da fibra, considerato una materia prima molto promettente, grazie anche al limitato fabbisogno idrico e nutrizionale, è iniziata nel 2007, a seguito della firma di un accordo tra Italia Zuccheri e le organizzazioni professionali agricole, su una superficie di 90 ettari nel raggio di 30 chilometri dall’ex zuccherificio di Finale Emilia.

Proseguirà nel 2009, sempre in accordo con le organizzazioni professionali agricole, attraverso una nuova fase di sperimentazione che interesserà una superficie di circa 50 ettari, al termine della quale si avranno tutti gli elementi necessari per la definizione dell’accordo di filiera. 

da Zeroemmision.tv

 



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