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09/12/2009
CIP6, addio agli incentivi
Gli incentivi CIP6/92, avranno termine a partire dal 2010.
Lo afferma una nota del ministero dello Sviluppo economico. Come previsto dalla Legge Sviluppo, dal 2010 potranno infatti essere anticipatamente risolte le convenzioni CIP6 6/92 che stabiliscono prezzi incentivati per l'energia elettrica prodotta, tra l'altro, da impianti alimentati da fonti assimilate alle rinnovabili. Il decreto del ministro Claudio Scajola, che definisce meccanismi per la risoluzione facoltativa delle convenzioni in vigore con il Gse, altrimenti in scadenza negli anni successivi fino al 2020, salvaguarderà la continuità delle produzioni energetiche connesse a processi industriali.
«Il regime che era stato stabilito nel 1992 - ha commentato Scajola - non è più efficiente rispetto all'odierno mercato liberalizzato e grava sui prezzi dell'elettricità di tutti i consumatori. L'attuazione di quanto previsto dalla Legge Sviluppo rappresenta un importante passo verso un mercato dell'energia con prezzi sempre più competitivi e trasparenti e a supporto di nuovi investimenti e della ripresa economica». Complessivamente, in relazione all'anno 2010, la capacità produttiva riconducibile agli impianti potenzialmente interessati al provvedimento ministeriale si attesta intorno ai 3.300 Mw, ovvero l'80% del totale dell'energia incentivata sinora dal CIP6. L'attuazione del decreto porterà alla possibile uscita dalla produzione di energia di quegli impianti meno efficienti, consentendo al sistema elettrico di utilizzare risorse per una maggiore competitività a beneficio dei prezzi dell'energia elettrica. Ai produttori che aderiranno volontariamente alla risoluzione anticipata saranno riconosciuti corrispettivi tali da contenere gli oneri che graverebbero sulla collettività nel caso le convenzioni andassero a scadenza naturale.
La decisione governativa è stata valutata positivamente da Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente: «Lo stop anticipato ai CIP6 è una buona notizia, perché gli incentivi alle fonti assimilate previsti da queste agevolazioni hanno tolto soldi alle vere rinnovabili mentre le risorse che sono state date in questi anni alle fonti inquinanti sono stimabili in decine di miliardi. Questi fondi devono finalmente essere utilizzati per garantire lo sviluppo delle vere fonti pulite e dare certezze al settore».




