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15/01/2010

Cala la produzione di elettricità

La grave crisi finanziaria internazionale, iniziata nell’estate del 2008, e la crisi economica che ne è derivata hanno avuto pesanti ripercussioni anche sulle attività produttive del nostro Paese e di conseguenza sulla domanda di energia elettrica.

 
 
Nel 2009 gli acquisti nazionali di energia elettrica hanno infatti segnato una flessione del 6,0% rispetto all’anno precedente; ancor più marcato il calo delle vendite delle unità di produzione dislocate sul ter­ritorio nazionale (-8,8%). I
 
n un solo anno gli acquisti e le vendite nazionali di energia elettrica sono regrediti ad un livello più basso di quello registrato nel 2005. Nel 2009 nel Sistema Italia sono stati scambiati 313,4 TWh (-6,7%), di questi 213,0 TWh (-8,2%) sono transitati nella borsa dell’energia elettrica.

La liquidità del nostro mercato si è pertanto attestata al 68,0%, in calo di un punto percentuale rispetto al 2008. Il segno positivo si è registrato soltanto nell’offerta di energia elettrica, in costante crescita nell’ultimo quinquennio (+1,1% nel 2009), e nell’energia importata dai paesi confinanti (+5,6%).

Dallo scenario recessivo emerge però un ultimo, ma non per importanza, segnale: il prezzo medio di acquisto sul Mercato del Giorno Prima (PUN), pari a 63,72 €/MWh, ha messo a segno una flessione del 26,8% rispetto all’anno precedente, da collegare alla bassa domanda ed al calo delle quotazioni internazionali del greggio (Brent dated: -32 % circa ). Il differenziale tra il PUN ed il prezzo di acquisto delle altre borse europee, che nel 2008 era di circa 20 €/MWh, nel 2009, ha tuttavia subito un ulteriore aumento di poco più di 3 €/MWh.

Fonte GME



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